La domanda giusta non è «sto spendendo troppo?». È «a cosa sto rinunciando, scegliendo questa spesa?».
In economia il concetto ha un nome preciso: costo opportunità. L'OCSE lo mette tra le basi dell'educazione economica e lo definisce come il valore della migliore alternativa a cui si rinuncia quando si prende una decisione.
Trecento euro, tre modi di leggerli
Trecento euro per un weekend fuori porta non sono solo trecento euro spesi. Sono anche:
- 300 € non investiti in un corso che alza il reddito futuro;
- 300 € non accantonati nel fondo di emergenza;
- 300 € non destinati al primo investimento.
Non è una questione morale, è una questione strutturale. L'economia comportamentale mostra che tendiamo a valutare solo il beneficio immediato: il piacere presente pesa molto più del beneficio futuro, anche quando il secondo è più grande.
Il vero costo non è lo scontrino. È l'alternativa che non vediamo.
Non «non comprare»
L'educazione finanziaria non serve a dire di non spendere. Serve a rendere la domanda automatica: se compro questo, cosa sto decidendo di non comprare? È lì che si misura la maturità economica.