Ricerca
Cosa sanno davvero di soldi gli studenti italiani.
Raccogliamo dati anonimi in aula, li elaboriamo e pubblichiamo i risultati in paper e report. Cinquanta scuole all'anno, 1.748 questionari finora.
Come lavoriamo
Dai questionari in aula ai paper.
La ricerca non si ferma alla raccolta. Ogni questionario entra in un archivio unico, viene elaborato e diventa un'analisi pubblicata.
- Raccogliamo Questionari anonimi compilati in aula, prima e dopo ogni incontro, con la stessa batteria di domande in ogni scuola.
- Elaboriamo Puliamo e analizziamo le risposte: punteggi domanda per domanda, confronti tra sottogruppi, associazioni tra variabili.
- Pubblichiamo Le analisi diventano paper, report d'impatto e policy brief, aperti a chiunque voglia leggerli o usarli.
I dati
Un archivio sulle competenze finanziarie degli studenti.
Raccogliamo questionari anonimi in aula, prima e dopo ogni incontro. Non esiste in Italia un altro archivio costruito così: direttamente in classe, con la stessa batteria di domande, scuola dopo scuola.
Quante risposte corrette, domanda per domanda
Otto domande oggettive, le stesse per tutti. La percentuale è calcolata sul totale dei rispondenti.
52,3%
L'interesse composto è il muro.
Solo uno studente su due risponde correttamente, e il 25,9% sceglie «esattamente 110 euro»: applica l'interesse semplice. È il concetto meno assorbito di tutti — e quello che decide come andrà a finire un mutuo o un piano di risparmio.
Dove si aprono i divari
Gli stessi dati, letti per sottogruppo. Sono differenze osservate nel nostro campione, non stime sulla popolazione italiana.
Genere
Risposte corrette sulla diversificazione: quasi 14 punti di distanza. Il divario si ripete sulla fiducia in sé: 3,20 contro 2,77 su cinque. Ma sono le ragazze a valutare più utile l'incontro.
Tipo di istituto
Punteggio medio su otto domande. Chi studia economia al tecnico non ottiene risultati migliori del liceo scientifico — ma è tra chi apprezza di più l'incontro.
Anno di corso
Tra quarta e quinta il punteggio è piatto: un anno in più di scuola non aggiunge competenze finanziarie. Se non le insegna qualcuno, non arrivano.
Nativi digitali, ma non di quel digitale
Nella stessa rilevazione chiediamo quanto spesso usano alcuni strumenti. Il quadro che esce è netto: l'86,5% usa le app di messaggistica «molto spesso», ma solo il 14,1% manda e-mail con la stessa frequenza. Il 4,9% non ne ha mandata nessuna in dodici mesi.
È il canale con cui parlano banche, INPS e datori di lavoro. Letto insieme al 52,3% sull'interesse composto, dice qualcosa di preciso su dove va a sbattere un diciottenne appena esce di casa.
Uso «molto spesso»
- 86,5% app di messaggistica
- 78,0% social network
- 70,5% ricerche online
- 29,1% documenti digitali
- 14,1% e-mail
Come leggere questi dati
Descrivono chi abbiamo incontrato, non gli studenti italiani.
Le scuole ci invitano, non le estraiamo a caso: il 78,5% del campione frequenta un liceo, i professionali sono lo 0,3%, il Sud è rappresentato dall'1,8% delle risposte. Non esiste un gruppo di controllo. Possiamo dire che una cosa è associata a un'altra, non che la causa.
Pubblicazioni
Cosa abbiamo scritto.
Il punto d'arrivo del lavoro: qui i dati raccolti in aula, una volta elaborati, diventano paper, report e policy brief.
-
2026
Impact Report 2025/26PDF
Interest Edufin APS
Risultati, metodo e limiti di un anno di seminari: 51 scuole, 4.845 studenti.
-
2026
Financial literacy e competenza percepita negli studenti delle scuole superiori italianeIn arrivo
G. Spina · supervisione scientifica K. Vallaro
Il divario tra competenza misurata e competenza percepita, e i fattori a cui è associato.
-
2026
Policy brief: educazione finanziaria nel curriculum della scuola secondariaIn arrivo
Interest Edufin APS
Cosa suggeriscono i dati raccolti a chi decide i programmi scolastici.